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sabato 13 marzo 2010

Cinque in condotta, meno del previsto. "Gelmini tarocca i dati e copre i problemi"


"Il ministro tarocca i dati sugli scrutini per nascondere i veri problemi della scuola". Secondo il capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini una settimana fa ha fornito dati incompleti sul giro di boa del presente anno scolastico. In base ai numeri più aggiornati provenienti dall'ufficio statistica di viale Trastevere, gli studenti italiani sarebbero addirittura migliorati rispetto ad un anno fa: meno insufficienze e meno bulli. Niente, quindi, linea del rigore. Ma importanti risultati che premierebbero il duro lavoro degli insegnanti in classe, nonostante i tagli.

"I dati del ministero, comparati con i risultati degli scrutini dello scorso anno, in realtà dimostrano - spiega la Ghizzoni - che le insufficienze nelle singole discipline nella scuola media sono nettamente in calo (meno 1,7%), così come registra un vero crollo il numero di ragazzini con il solo 5 in condotta". Alla scuola media, in buona sostanza, le performance dei ragazzini sono addirittura migliorate e i bulli (coloro con 5 esclusivamente in condotta) sono in netto calo: meno 57%. Soltanto coloro che hanno rimediato 5 in condotta, ma assieme ad altre discipline, è sostanzialmente rimasto invariato: l'1,1% rispetto al totale degli alunni sia quest'anno, sia l'anno scorso.

"Se da un lato - continua il deputato - ha taciuto i dati delle medie, dall'altro il ministro ha esagerato l'incremento delle insufficienze in una o più materie nelle scuole superiori, che si attesta allo 0,8%, ben lontano quindi dal tanto strombazzato 2% di fonte ministeriale". Anche al superiore, quindi, le insufficienze nelle singole discipline sono rimaste sostanzialmente le stesse di 12 mesi fa. E il pugno di ferro da parte dei prof intravisto dal ministro? Forse si è concretizzata con i 5 in condotta che accompagna le altre insufficienze. "Unico riscontro - ammette la Ghizzoni - con le dichiarazioni del ministro è l'aumento (più 31%) dei ragazzi che insieme ad insufficienze nelle materie riportano anche quella nel comportamento, ma sono in netto calo (meno 57%) coloro che ottengono il solo 5 in condotta".

Questi dati, interpretati in maniera completamente opposta dimostrerebbero che "gli insegnanti italiani sono veri professionisti lasciati purtroppo soli ad affrontare l'emergenza educativa". "Non basta assegnare brutti voti - conclude la parlamentare - per incrementare i livelli di apprendimento dei ragazzi e per risolvere i problemi della scuola: occorre invece un investimento straordinario, indirizzato anche all'aggiornamento e all'innovazione didattica". Ma "purtroppo, i tagli draconiani della Gelmini al personale e alle risorse a cui abbiamo assistito finora impediscono alla scuola di assolvere al suo mandato costituzionale di formare i cittadini di domani".

da REPUBBLICA del 7 marzo 2010
(clicca sul titolo per vedere l'articolo originale)

Cortei studenteschi in tutta Italia contro la riforma delle superiori


ROMA
Oggi in oltre 40 città italiane gli studenti di scuole ed università scendono in piazza con cortei ed iniziative promosse dall’Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario in concomitanza con lo sciopero generale dei lavoratori, per lanciare un «percorso di AltraRiforma per formulare proposte collettive di rilancio di un protagonismo studentesco che non ha mai smesso di pulsare».

«Negli ultimi mesi - si legge nei documenti dell’Uds e Link - il governo Berlusconi ha dichiarato esplicitamente, attraverso specifici provvedimenti, le proprie intenzioni: affamare la scuola pubblica, rendere definitivamente private le università e cancellare la ricerca libera dal territorio nazionale. Il piano, in sintesi, è condannare la nostra intera generazione all’ignoranza».

Sotto accusa la riforma delle superiori, «che mira al taglio di ore di lezione, di cattedre e di qualità dell’offerta formativa» e la legge che abbassa l’obbligo scolastico a 15 anni, «permettendo ai giovanissimi di svolgere un tirocinio lavorativo invece di andare a scuola».

«Noi chiediamo - continuano Uds e Link - che i risparmi conseguiti con le riforme siano reinvestiti nella spesa per la formazione, portando l’Italia agli standard europei. Esigiamo che nel nostro Paese venga realizzata una Legge quadro nazionale sul diritto allo studio».


da LA STAMPA del 12/03/2010
(clicca sul titolo per vedere l'articolo originale)

venerdì 12 marzo 2010

SCEGLIERE LA SCUOLA SUPERIORE? CHE FATICA…

Il CGD Piemonte e il CGD Grugliasco hanno organizzato 2 serate, il 18 e il 31 marzo, per affrontare insieme, da genitori, il problema della riforma delle scuole superiori e per capire come aiutare e sostenere i ragazzi che stanno per affrontare questa 'avventura'.

“SCEGLIERE  LA SCUOLA  SUPERIORE? CHE  FATICA…”
Città della Conciliazione
Corso Torino – angolo via Fratel Prospero
GRUGLIASCO

GIOVEDI’ 18 MARZO  -  ore 21
Come cambierà la scuola superiore con il riordino degli indirizzi?
Interverranno:
Gianna Pentenero, Assessore all’istruzione regione Piemonte
Domenico Chiesa (Forum delle Associazioni, CIDI di Torino)

MERCOLEDI’ 31 MARZO – ore 21
Come posso aiutare mio figlio
ad affrontare il nuovo impegno?
Interverranno:
Monica Di Martino (CGD Piemonte, formatrice)
Domenico Chiesa (Forum delle Associazioni, CIDI di Torino)

Per i due incontri sono stati invitati
dirigenti scolastici ed insegnanti delle scuole superiori della zona
Siete tutti invitati, in particolare i genitori dei ragazzi di II e III media!

giovedì 11 marzo 2010

INCONTRO FORMATIVO SULLA MENSA

Più volte abbiamo ricevuto segnalazioni e lamentele di vario genere sul servizio mensa.
Spesso abbiamo anche riscontrato che alcune scelte non vengono capite in quanto non addentro alla gestione del servizio.
Si è quindi pensato come "Comitato dei Genitori" di far luce, quanto più possibile, sull'argomento dedicando una serata specifica alla spiegazione del funzionamento mensa e lasciando spazio alle Vostre domande.
Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi all'incontro e, se avete delle segnalazioni particolari o esigenze che debbono essere soddisfatte, a segnalarle in tale sede.

L'incontro è per:

             MERCOLEDI' 17 marzo 2010
                             alle ore 20:45
        presso la Cascina Mussa di Druento
(saletta sopra la crocerossa)

QUI trovate il volantino relativo all'incontro.

VI PREGHIAMO DI DARE DIFFUSIONE, QUANTO PIU' POSSIBILE, A QUESTO INCONTRO.

martedì 9 marzo 2010

LA PAGELLA DIVENTA A PAGAMENTO


Vi riportiamo un articolo uscito su LA STAMPA lunedì 8 marzo riguardante il contributo "volontario" richiesto dalle scuole ai genitori che riteniamo MOLTO interessante.
(cliccate sul titolo per vedere l'articolo originale)

ROMA
Angelo abita a Torre Annunziata, è disoccupato, soldi in tasca ne capitano pochi. Quest’anno la sua scuola, il secondo circolo didattico Giancarlo Siani, gli ha rifiutato l’iscrizione dei tre figli mandandogli i bollettini di quello che, in genere, viene definito «contributo scolastico», una cifra che gli istituti chiedono a titolo volontario alle famiglie per aiutarli a far quadrare i conti, ma che invece da un po’ di tempo si sta trasformando in un obbligo a cui non tutti vogliono sottostare. Angelo non aveva pagato lo scorso anno.

E così l’istituto voleva fargli capire qual era il suo dovere. E’ bastato minacciare una denuncia per far iscrivere i bambini. Da quando il ministero ha chiuso i cordoni della borsa, sono sempre di più le scuole a chiedere aiuto alle famiglie. «Siamo di fronte a un vero e proprio abuso», denuncia Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, portale fra i più seguiti sui temi della scuola. E, quindi, ha deciso di fare un’inchiesta. In pochi mesi si sono fatte avanti almeno una sessantina di persone, sparse in tutt’Italia, a raccontare vicende tutte più o meno simili.

Una di loro ha davvero fatto partire la querela contro il dirigente scolastico della sua scuola, il liceo scientifico Cassini di Genova. Lo accusa di concussione e omissione di atti d’ufficio, dopo che per il secondo anno di seguito non ha avuto la pagella della figlia che ora ha 16 anni. «Voglio combattere una battaglia in nome di tutti i genitori d’Italia», spiega. Massimo Angelini, il dirigente, si è detto tranquillo: «Ho soltanto fatto il mio dovere. Lo rifarei».

I casi di scuole un po’ prepotenti sono davvero tanti anche se da un punto di vista legale non sembrano esserci dubbi. C’è l’articolo 34 della Costituzione a sancire che l’istruzione è obbligatoria e gratuita per otto anni. Esiste una circolare del ministero dell’Istruzione a ricordare che le iscrizioni ad anni diversi dal primo sono automatiche. E c’è anche l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, che di fronte al caos generale, cinque anni fa decise di intervenire con un documento per spiegare che il contributo è volontario. Ma le casse sono vuote. Mentre il ministero preferisce non esporsi, alcune scuole ne approfittano. «Da anni va avanti questo abuso. Tutti sanno, qualcuno denuncia, eppure il Ministero non è mai intervenuto», racconta Daniele Grassucci.

E quindi si viene a sapere che al tecnico per geometri «Giorgio Ambrosoli» di Roma da un anno all’altro il contributo volontario è passato da 120 a 200 euro l’anno, un aumento secco del 60%. Tanti hanno pagato, una mamma si è rifiutata. Il figlio non ha avuto il pagellino del primo trimestre. E al secondo trimestre ha avuto la pagella solo dopo essere andata in segreteria a chiedere una dichiarazione scritta della scuola su quello che stava accadendo. All’istituto professionale «Pietro Verri» di Busto Arsizio, invece, il coraggio di mettere nero su bianco le loro condizioni l’hanno avuto. In una lettera indirizzata alle famiglie il 16 febbraio scorso hanno inserito fra le tasse scolastiche anche il contributo volontario e specificando che senza il pagamento «non sarà più rilasciata alcun tipo di documentazione (certificato d’iscrizione e frequenza, di voti, diploma, etc.)».

domenica 7 marzo 2010

Riflessione sulla scuola dopo l’orgoglio della Gelmini per i 5 in condotta

Riportiamo un testo, scritto da Daria Bignardi sul suo blog, inerente il voto in condotta che riteniamo possa far riflettere.

I dati sono appena usciti: sulle pagelle del primo quadrimestre, quest’anno, ci sono diecimila insufficienze in condotta in più dell’anno scorso. E sono peggiorati anche i voti in tutte le altre materie. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini commenta, fieramente: «La nostra scuola è lontana da quella del 6 politico». Io la vedo in un altro modo: la nostra scuola non è migliore perché è più severa, la nostra scuola purtroppo peggiora di anno in anno. Quest’anno i docenti sono esasperati, per non dire abbrutiti, da quella che è la condizione della scuola pubblica. La mancanza di fondi è cronica: sono moltissimi gli insegnanti che non saranno mai pagati per le ore extra che sono stati obbligati a fare l’anno scorso, per dirne una. Altro che «tre i», informatica, inglese e impresa: nella scuola manca tutto, dalle risme di fogli per le fotocopie alla carta igienica in bagno, a Milano come a Palermo. E gli insegnanti sono comprensibilmente stressati e sfiduciati. Detto questo, gli scolari, sia alle elementari che alle medie e alle superiori, sono molto più maleducati che dieci o venti o trent’anni fa. Nella scuola del 6 politico tanto paventata dal ministro Gelmini i ragazzi non erano i barbari che sono diventati oggi. Per colpa di chi? Di noi genitori, prima di tutto, che li viziamo troppo. Prima li coviamo come bebè, e in terza elementare ancora non sanno allacciarsi le scarpe da soli, stare fermi nel banco o tacere quando parla un adulto. Poi, stremati, li abbandoniamo: quelli delle medie passano più tempo davanti alla Playstation e alla Tv o su Messenger che non sui libri, e il rispetto per gli adulti, tranne poche eccezioni, non sanno neanche cosa sia. Colpa nostra, certo. Ma colpa soprattutto di una società, di uno Stato, che, da Tangentopoli in avanti, non ha saputo ritrovare il rispetto di sé. Tutti urlano, fregano, insultano, tutti fanno i furbi, in televisione, in Parlamento e sui giornali. E perché i nostri bambini dovrebbero crescere rispettosi e educati, se questo è l’esempio che gli diamo? Li abbandoniamo a una società che gli dice che l’aspetto fisico, i soldi e il successo sono la cosa più importante: come potrebbero crescere diversamente da come stanno crescendo? Essere genitori, oggi, per chi non vuole crescere i figli in una torre d’avorio, è la cosa più difficile che ci sia. Ma se è vero che la condotta dei ragazzi è solo il riflesso della miseria del Paese, è ancora più vero che la miseria del Paese si supera solo educando i ragazzi. Alla consegna delle pagelle, sia alle elementari che alle medie, quest’anno, ho incontrato maestre e professori mortificati dall’incapacità di autodisciplina degli scolari. Il problema è che è l’Italia a essere indisciplinata. Il problema siamo noi. Ci manca drammaticamente il senso del bene comune, e stiamo allevando dei giovani individualisti, egoisti e maleducati. Quelli del sei politico erano piccoli lord, o giovani Gandhi, rispetto a questi ragazzi, caro ministro.

su Vanity Fair 9/2010

venerdì 5 marzo 2010

PEDICULOSI

Durante l'ultima riunione del Comitato dei Genitori è emerso nuovamente il problema della pediculosi.
Durante la discussione si è constatato che in pochi sono a conoscenza del regolamento del Circolo Didattico di Druento in materia di pediculosi, pertanto vi riportiamo il relativo articolo.

ART. 24 Trattamento della pediculosi

La pediculosi ha avuto un notevole incremento della sua diffusione in special modo nelle comunità scolastiche, indipendentemente dallo status sociale dei soggetti colpiti.

Come altri problemi di salute propri dell'età giovanile (carie, piccoli traumi,…) la pediculosi non è un evento drammatico: può essere facilmente prevenuta e combattuta, si presta infatti a risoluzione rapida ed efficace.

Solo con una serena collaborazione tra famiglia e scuola si potrà prevenire o tempestivamente risolvere la diffusione del parassita a più soggetti della classe/scuola.

In caso di sospetto da parte degli insegnanti o di segnalazione di avvenuto contagio da parte di un genitore all'interno della classe/sezione, l'insegnante è tenuto a darne comunicazione scritta alle famiglie, invitandole a procedere ai dovuti controlli/trattamenti.

La famiglia produrrà un modulo di autocertificazione relativo all'avvenuto trattamento anti–pediculosi.

Se all'interno della classe, il contagio perdurerà nel tempo a causa di casi recidivi, gli insegnanti segnaleranno al Dirigente Scolastico che valuterà l'adozione di ogni provvedimento ritenuto necessario al contenimento della parassitosi nella comunità scolastica.


Qui di seguito, invece, riportiamo delle brevi notizie sulla pediculosi.

CONTROLLO MENSA: resoconto dell' 11 febbraio 2010


Giovedì 11 febbraio la nostra commissione mensa si è recata presso la scuola elementare/media di Druento per una verifica sul servizio mensa.
La visita non è stata preannunciata alla scuola per cui è risultata "a sorpresa" in modo che ci sia un effettivo riscontro di quello che accade nella nostra mensa.

La qualità globale del cibo (essendo una mensa fresca) è risultata ottima.


Vogliamo qui chiarire alcuni punti oggetto di lamentele da parte dei genitori:

  1. pasta scotta
  2. mancanza parmigiano sulla pasta
Riguardo al punto (1) bisogna dire che se le classi non si recano in mensa agli orari stabiliti la pasta rimane chiusa in contenitori di plastica (per mantenerla calda) e lì continua a cuocere;

Riguardo il punto (2) il formaggio non viene messo apposta sulla pasta in quanto potrebbero esserci casi di intolleranza, per cui chi lo vuole deve metterselo.


Unico evento increscioso è stato il fatto che un insegnante servisse, tra il primo ed il secondo, il budino con effetto che il secondo (pesce) ed il contorno (carote) non sono stati più mangiati dai bambini.
Questo è un fatto gravissimo, in quanto il tempo mensa è comunque "tempo scuola" e quindi tempo educativo.
Vi rimandiamo comunque alla lettura del verbale.

Cliccando QUI potete trovare il verbale del controllo effettuato.

mercoledì 3 marzo 2010

Festa carnevale medie: RINGRAZIAMENTI

Il 20 febbraio si è svolta la FESTA DI CARNEVALE per i ragazzi di 2°  e 3° media presso la Casa della Musica di Druento, a cui hanno partecipato circa 90 ragazzi. Il nostro intento era quello di creare un momento aggregativo per i ragazzi adolescenti del nostro Comune, cercando innanzitutto di proporre qualcosa che fosse di loro gradimento. L’obiettivo è stato raggiunto: i ragazzi hanno espresso opinioni molto positive sulla festa e ci hanno  chiesto di ripeterla al più presto.
I genitori presenti, che si sono impegnati nell’organizzazione di questo evento, hanno tratto molta soddisfazione nel constatare la gioia dei ragazzi, che, ci preme sottolineare, si sono comportati molto bene.
A questo punto riteniamo importante e doveroso affermare che, la buona riuscita di questa festa è stata merito della collaborazione di un certo numero di soggetti, che quindi intendiamo ringraziare:
  • il Comune di Druento, nella persona dell’assessore Francesca Barzan, che già dal primo incontro ha aderito con entusiasmo all’iniziativa e ci ha sempre spronato a portarla avanti;
  • la Consulta Giovanile, composta da eccellenti ragazzi che hanno trascorso tutta la serata all’interno della festa mischiandosi con gli adolescenti per controllarne il comportamento e per animare la loro serata;
  • Giacomo Turreno e Alex Iannazzo, dell’Isola che C’è, che con la musica e le luci hanno reso fantastica la serata e che, conoscendo bene i ragazzi, hanno svolto perfettamente il loro ruolo di DJ;
  • la Banda Musicale, che ci ha messo a disposizione la sala e che è stata molto disponibile per trovare le giuste soluzioni logistiche;
  • Margherita e Don Maurilio, della Scuola Media “Don Milani”, che si sono prestati ad una “mascherata” a premi: i ragazzi hanno apprezzato la loro presenza dietro quelle bellissime maschere;
  • Il Night and Day e la Cartoleria Bomo, che hanno messo a disposizione dei buoni premio, che ci hanno permesso di fare un estrazione a sorte durante la serata;
  • tutti i genitori, soprattutto quelli che non avevano i figli all’interno, che sono stati pazientemente tutta la serata “fuori al freddo” a sorvegliare che nulla potesse accadere.

Attraverso questi ringraziamenti, intendiamo esprimere una nostra considerazione: con la  collaborazione e la solidarietà è possibile creare momenti importanti di aggregazione e, in questo caso, di piacevole svago, che riteniamo siano necessari sia per i ragazzi adolescenti che per i bambini.
Ci abbiamo provato, il risultato è stato apprezzabile e quindi ci sentiamo di dire che non possiamo smettere: ci auguriamo che la partecipazione di tutte queste persone possa continuare e permetterci di creare altre occasioni simili.

lunedì 1 marzo 2010

Scuola, resistenza piemontese

di Marina Boscaino

”epocale” riforma della scuola non è ancora in vigore: le procedure giuridiche in uno stato di diritto vanno rispettate. Mancano il parere della Corte dei Conti, la firma di Napolitano, la pubblicazione in Gazzetta. Ma tutti, in un blob di disinformazione e di arroganza, si comportano come se lo fosse.
Le scuole superiori stanno orientando i ragazzi su piani di studio che ancora non sono legge.
Una parte degli insegnanti - fatalista , disillusa, disinteressata – rinuncia a qualsiasi resistenza ideale contro un progetto che, impoverendo la scuola e la cultura, ricadrà sulle loro impreparate spalle.
Gelmini, esecutrice di una prova di forza volta soltanto a soddisfare i diktat di Tremonti sui 10.000 posti di lavoro da tagliare il prossimo anno, è già pronta a nuove forme di intervento brutale, primo fra tutti il reclutamento dei docenti. Tutti i pareri sulle “nuove superiori” degli organismi di controllo e consultazione hanno sottolineato che il governo ha delegato a se stesso o al ministero in maniera eccessiva la regolamentazione di materie che avrebbero richiesto interventi legislativi o iter più complessi del semplice decreto amministrativo. “Si mantiene il carattere non normativo, a differenza di come aveva suggerito il Consiglio di Stato, su temi strategici quali i programmi di studio, la valutazione e l'autovalutazione del sistema scolastico, la organizzazione di tutte le cattedre a 18 ore, che significa annullare le supplenze. E si ribadisce la deroga al potere regolamentare che la legge aveva attribuito al Governo nel suo insieme e non al singolo ministro” così chiarisce l'avvocato Mauceri.

Oltre ai docenti che verranno falcidiati, pagheranno i ragazzi e le famiglie, disorientate dalla farragine delle notizie e dall'impreparazione delle scuole a dare senso al confuso contenitore approntato frettolosamente dal ministero per fare cassa. A meno di un mese dalla chiusura delle iscrizioni, le scuole non hanno ancora notizie precise sugli indirizzi di studio che verranno loro effettivamente attribuiti direttamente dal ministero, violando il Dpr sull'autonomia. Ma non è questa la sola prevaricazione: una norma del '99 assegna, infatti, ampia competenza alle Regioni sul piano dell'offerta territoriale; Regioni che avranno inoltre un peso strategico nella definizione degli esiti (qualifiche, diplomi) e delle interazioni (accordi con le agenzie formative) relative all'istruzione professionale.
È critica l'assessore all'Istruzione del Piemonte Pentenero: “Stiamo responsabilmente approntando quanto ci compete, ma con esplicita riserva, considerando la grave incertezza normativa generale. E questo solo per non colpire ulteriormente le famiglie”. L'auspicio è che arrivino analoghe prese di posizione da parte di altre Regioni.
Non tace – per fortuna – la Cgil scuola, che mette in dubbio la legittimità dell'operazione. Inoltre, come spiega Silvia Ristori: “denunceremo la riduzione di orario inflitta alle classi seconde, terze e quarte di tecnici e professionali: è una totale violazione del patto formativo siglato con studenti e famiglie”. E non tace nemmeno questa volta “Per la scuola della Repubblica”, che annuncia un convegno a Roma per il 20 marzo, insieme al Coordinamento delle Scuole Secondarie e al Coordinamento Insegnanti Precari. Controinformazione per sottolineare e rendere pubbliche queste italianissime anomalie.

(Il Fatto Quotidiano del 28 febbraio 2010)