INFO


Per ricevere il notiziario o per informazioni manda una email all'indirizzo cdgdruento@gmail.com

Per segnalazioni di vario genere compila il seguente MODULO.

Per aderire al CDG compila il modulo che trovi QUI ed invialo all'indirizzo sopra
(conserva l'originale che dovrà essere consegnato alla prima occasione).
Visualizzazione post con etichetta gelmini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gelmini. Mostra tutti i post

lunedì 8 novembre 2010

Disastri dalla riforma Gelmini, le elementari di Milano dicono addio al tempo pieno

Riportiamo un articolo uscito su "Il Fatto Quotidiano" di oggi che rispecchia quanto sta accadendo a Druento.

Cliccando sul titolo del post potrete visionare l'articolo originale.





A Milano tempo pieno addio alle elementari. Per colpa dei tagli, che assicurano 40 ore di permanenza settimanali a scuola stravolgendo tuttavia il modello didattico su cui per decenni si era basata la crescita formativa dei bambini.

“Gli insegnanti non ne possono più – protesta Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola – Così è partita l’iniziativa di inviare al ministro Gelmini delle cartoline colorate per invitarla a venire a Milano a verificare che cosa sta succedendo a constatare il degrado della situazione”. Un degrado tanto grave che per il prossimo anno si prevede un drastico ridimensionamento del servizio.

“Per assicurare una qualità minimale dell’insegnamento – continua la Frigerio – meglio 30 ore la settimana che 40 in queste condizioni. Al tempo pieno c’erano due insegnanti per classe, ora invece per coprire le esigenze delle 40 ore con la riduzione delle risorse concesse, in ogni classe vengono impiegati da 7 a 8 insegnanti. Un turbinio di docenti che scombussolano l’intera organizzazione della didattica dequalificandola e disorientando gli stessi alunni. Come fa la Gelmini a tollerare questa situazione proprio lei che aveva come obiettivo di fondo l’insegnante unico per classe?”

E che diranno le famiglie milanesi se dal prossimo anno senza tempo pieno saranno costretti ad assistere i figli per alcuni pomeriggi perché esclusi dalla scuola? 
Come potranno conciliare i lavoro e la cura dei figli? Si aprirebbe un problema sociale di difficile controllo. La Cisl scuola, tuttavia, spera di aver succeso davanti al Tar della Lombardia a cui ha presentato un ricorso perché vengano annullate le disposizioni ministeriali che hanno di fatto reso impossibile la continuazione del tempo pieno.

“O si torna agli organici da sempre messi in campo – conclude Rita Frigerio . oppure si dica chiaro che alle famiglie non si condece un servizio di qualità. Per questo facciamo appello anche alle forze politiche perchè in previsione del rinnovo del consiglio comunale tengano conto di questo problema”.

venerdì 10 settembre 2010

Le “dieci domande” al ministro Gelmini

Arrivano da Milano le dieci domande che il mondo della scuola rivolge al ministero della Pubblica Istruzione. Dieci domande per stanare il ministro Mariastella Gelmini che fino ad oggi ha evitato il confronto diretto con i docenti. “Tutelo l’istituzione da una protesta strumentalizzata politicamente”, ha dichiarato il ministro in una recente conferenza stampa. Parole che hanno incendiato gli animi delle migliaia di insegnanti che in questi giorni sapranno se nel loro futuro c’è un contratto o la disoccupazione. Ora qualcuno tenta un ulteriore sforzo, raccogliendo l’invito del ministro a rivolgerle specifici quesiti “ai quali – ha detto – certamente risponderò”.
[...]
Nell’attesa che il ministro Gelmini trovi le parole, l’inizio dell’anno scolastico si annuncia turbolento. Il malumore è cresciuto in questi giorni per le operazioni di nomina dei docenti. Non solo in Lombardia si sono registrate accuse di scarsa trasparenza e di errori nella comunicazione delle cattedre disponibili. Tra gli studenti milanesi, sottovoce, qualcuno parla di occupazione.

Intanto a Milano si scende in piazza. Un corteo contro la riforma della scuola partirà sabato 11 alle ore 15 da piazza Missori

Ecco le 10 domande che l’Assemblea delle scuole milanesi rivolge al ministro dell’Istruzione:

venerdì 3 settembre 2010

Conferenza stampa della Gelmini

Sono finite le vacanze e tra pochi giorni si riprenderà con la scuola e la piena attività di questo blog.
Nel frattempo vogliamo mettere in evidenza un estratto dell'articolo uscito su "Il Fatto Quotidiano" circa la conferenza stampa fatta dalla Gelmini in risposta ai precari che stanno facendo lo sciopero della fame davanti a Montecitorio. (cliccate sul titolo del post per l'articolo completo).

 Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha scelto questa modalità per “dialogare” a chi ha organizzato un sit-in di protesta davanti a Montecitorio. E qui, come in diverse parti d’Italia, ci sono anche precari che stanno facendo lo sciopero della fame. Ha cercato di giocare d’attacco, dunque, il ministro, spiegando: “Noi capiamo la sofferenza di molti docenti che hanno studiato per avere un posto che poi non hanno. Ma ereditiamo una situazione dai governi precedenti, sono il frutto di politiche dissolute. Oggi contiamo che siano 229 mila i precari che hanno prestato servizio almeno per un anno, e non possiamo pensare di aggiungerli ai 700 mila insegnanti attualmente impiegati. Il nostro impegno morale è quello di non creare nuovi precari”.
[...]
E soprattutto, per mettere in evidenza la bontà dell’operato del governo sulla scuola ha elencato una serie di dati a dir poco sorprendenti.
Sui tagli, innanzitutto. Riducendo al minimo il numero dei posti persi controbilanciandoli con il numero dei pensionamenti. Secondo questo calcolo, negli ultimi due anni i 77 mila posti già tagliati si ridurrebbero a 12 mila. Un vero gioco delle tre tavolette. Un gioco che continua quando il ministro afferma che quest’anno  “sono stati recuperati 10 mila nuovi posti di lavoro”. Ma si dimentica di dire come. E cioè che, a parte i posti per il sostegno per i disabili imposti da una sentenza della Corte costituzionale, buona parte sono ore curriculari assegnati “a spezzoni” che sono stati organizzati in cattedre vere e proprie. Posti, insomma, che già c’erano e che non poteva sopprimere. 

Per non parlare del tempo pieno alle elementari, che la Gelmini insiste nel dire che è aumentato. Ma continua a confondere le sue 40 ore settimanali con il tempo pieno vero e proprio, che prevede le compresenze, ossia la possibilità di arricchire l’offerta formativa per tener conto delle esigenze degli alunni in difficoltà come di quelli che più talentuosi a cui dare strumenti culturali più adeguati. Insomma il contrario della qualità che ripetutamente il ministro ha vantato.

martedì 29 giugno 2010

INCONTRO COMITATO GENITORI - giovedì 1° luglio 2010


Come molti sapranno il decreto Gelmini sta producendo cambiamenti importanti anche nelle scuole del Circolo di Druento.
Ci sono molti cambiamenti previsti per il prossimo anno scolastico.

A Druento
Per le classi PRIME a tempo pieno non sono più garantite le 40 ore richieste dai genitori, bensì solo 36 ore.
La stessa proposta è stata fatta anche alle future classi TERZE.
Per tutte le classi del MODULO, l’orario scolastico sarà gestito dal lunedì al venerdì, escluso il sabato, con un orario di 27 ore anziché 30

A Givoletto
Per le classi PRIME e SECONDE l’orario sarà organizzato in 36 ore e le due ore di mensa saranno gestite da personale esterno alla scuola.

Per quest’anno ci sembra già un grande cambiamento! Cosa succederà nei prossimi anni, non è concretamente prevedibile. Considerando l’andamento degli ultimi tre anni, purtroppo i presupposti sono pessimi e riguarderanno certamente le nuove classi entranti ed un poco alla volta anche tutti gli altri.

Comprendiamo la difficoltà della scuola nel gestire una situazione di tagli e di mancanza di fondi e siamo certi che l’obiettivo perseguito sia quello di continuare a offrire ai bambini una scuola di qualità, scelta che condividiamo.
Non accettiamo però il metodo con cui tutto ciò è avvenuto: in questo grande cambiamento non sono stati assolutamente informati per tempo né il Comitato dei Genitori, né la componente genitori del Consiglio di Circolo, che il 22 giugno ha dovuto votare in Consiglio queste modifiche senza aver potuto riflettere e discutere insieme alle famiglie interessate.

Molti genitori ci hanno contattato per poter discutere insieme dei cambiamenti che sono stati proposti e che saranno messi in atto dal prossimo anno. Abbiamo quindi indetto un incontro del Comitato dei Genitori giovedì 1 LUGLIO alle ore 20.45 presso la saletta della scuola elementare di Druento (ingresso dal retro della scuola): vi chiediamo di trasmettere l’informazione a tutti i genitori che conoscete! 
E’ importante non pensare solo alla propria condizione personale, ma condividere il disagio delle famiglie coinvolte nei cambiamenti.

Vi aspettiamo!



Condividi

lunedì 28 giugno 2010

IL TAR SCONFESSA LA GELMINI

Clamoroso errore del ministro: i tagli da 8 miliardi di euro non erano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, quindi non hanno valore di legge.

La notizia è di quelle che fanno riprendere fiato, dopo un’apnea per aria mefitica. Ecco la boccata d’ossigeno: il Tar del Lazio il 24 giugno ha sospeso l’efficacia delle circolari su iscrizioni alle secondarie, organici del personale della scuola e mobilità. Ossia tutte le conseguenze dei regolamenti Gelmini (la “riforma” delle superiori).

Perché? 
Quei regolamenti, da cui le circolari partono, non avevano compiuto l’iter obbligatorio, non erano stati pubblicati in Gazzetta (pubblicazione parziale avvenuta solo una settimana fa). Ma il governo li ha considerati legge: procedura anticostituzionale e antidemocratica, che una parte della scuola ha denunciato con tutto il fiato che aveva in gola, nel silenzio della maggior parte dei media. Mobilitazione e consapevolezza pagano: la sospensiva dimostra che il ricorso – presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, insieme Scuola e Costituzione e per Per la Scuola della Repubblica, organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Milano e molte altre città, nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale – non era pretestuoso. Con ordinanza n. 1023 il Tar ha accolto la richiesta dei legali ricorrenti, Mauceri e Virgilio, disponendo la sospensione dei provvedimenti impugnati e ordinando a Gelmini di depositare nel termine di 15 giorni una “documentata relazione che, riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso”. Il 19 luglio, in una prossima udienza, sarà deciso se confermare o no quanto stabilito.

Sono mesi che da questo giornale ho la possibilità di denunciare tale gravissima anomalia di procedura, dettata da una parte dall’arroganza di sentirsi super leges, dall’altra dalla necessità di far marciare la “riforma”, legge pubblicata o no, per realizzare in tempi utili quanto richiesto da Tremonti: 8 miliardi di tagli, 87.000 docenti e 45.000 Ata in meno. Lo faccio oggi con maggiore motivazione, per ricordarci e ricordare in che razza di Paese stiamo accettando di vivere; rivolgendomi a quella parte della scuola e della cittadinanza immobili e indifferenti all’impegno di quanti svolgono le proprie funzioni coniugandole con mobilitazione e impegno permanenti. Ai colleghi che, in questi giorni, nonostante età e carriere avanzate, si scoprono “soprannumerari”: la “riforma” ha toccato anche loro, e non solo precari senza nome e volto.

Per cominciare: i genitori hanno dovuto iscrivere i figli alla cieca, basandosi sull’offerta formativa dello scorso anno, non aggiornata dalle scuole in mancanza di programmi e regolamenti definitivi. Infatti la “legge” che istituiva i nuovi indirizzi è stata determinata non dall’iter previsto e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma tramite annuncio sul sito del ministero, a marzo, mese in cui le iscrizioni scadevano. I collegi hanno dovuto adottare libri di testo entro il 31 maggio per le classi I, con i nuovi programmi solo in bozza.

Le classi intermedie di tecnici e professionali si troveranno, dal prossimo anno, dalle due alle quattro ore in meno, senza conoscere neanche le materie tagliate: hanno iniziato a vedere il primo tempo di un film, ma – durante la proiezione – il film è cambiato. Gli iscritti al primo anno del professionale non hanno garanzia che le scuole siano in grado di offrire la qualifica triennale prevista, scelta a carico delle singole Regioni: danni gravissimi al diritto allo studio e all’unitarietà del sistema scolastico nazionale. Non è dato sapere, a due mesi dall’inizio della scuola, a chi verrà affidato l’insegnamento delle discipline introdotte ex novo. L’organico sarà basato su classi di concorso atipiche, commistione tra le vecchie e le nuove, normate da un ulteriore regolamento non ancora legge: sconosciuti i criteri per il trasferimento dei docenti.

La scuola futura è in alto mare: sola certezza è che la circolare sospesa prevedeva 8.711 posti in meno per la primaria; 3.661 per la secondaria di primo grado, 13.746 per la superiore; -15.000 Ata. Totale: 41.118 persone a spasso, in virtù di una “riforma” trattata da chi ci governa come se fosse legge, ma che legge non era. Questo lo scenario su cui si aprirebbe l’anno scolastico 2010-11. Il 19 luglio potrebbe essere evitato un inizio di anno catastrofico e un passo definitivo verso la distruzione della scuola della Costituzione.

Da IL FATTO QUOTIDIANO del 27 giugno 2010



Condividi

mercoledì 23 giugno 2010

IL BAVAGLIO ALLA SCUOLA

Questo è un video che a nostro avviso merita di essere guardato.
Sono due insegnanti di Bologna che denunciano la situazione delle scuole, cose di cui i telegiornali non ne parlano.
Questo a dimostrazione che il decreto Gelmini non sta toccando solo il nostro paese (Druento) ma tutta l'Italia. Solo che non lo sappiamo.





Condividi

sabato 15 maggio 2010

MANIFESTAZIONE GENERALE del 22 MAGGIO a Torino


Il Tavolo sociale "Riprendiamoci la scuola" ha organizzato per il  22 MAGGIO una grande MANIFESTAZIONE per:
  • Rilanciare la scuola della Costituzione, di tutti, gratuita, pubblica, laica, di qualità;
  • Garantire il diritto allo studio;
  • Chiedere la restituzione di tutte le risorse tagliate dai provvedimenti Gelmini;
  • Recuperare le esperienze nate nel nostro territorio (es. tempo pieno…);
  • Aprire il confronto tra uffici scolastici, enti locali e le scuole;
  • Dichiarare la nostra indisponibilità ad accettare i tagli, a coprire le assenze degli insegnanti accogliendo i bambini divisi nelle classi, a superare i limiti sulla sicurezza.

Saranno presenti tutte le associazioni collegate alla scuola:
  • dirigenti
  • insegnanti
  • studenti
  • cittadini
  • personale ATA
  • cooperative
  • genitori
La partenza è prevista per le 14:30 da PALAZZO NUOVO (via S.Ottavio angolo via Verdi).


Visualizza Torino in una mappa di dimensioni maggiori

PARTECIPATE CON TUTTA LA FAMIGLIA in quanto in Piazza Castello, dove terminerà la manifestazione verso le 15:30, ci saranno dei momenti informativi, laboratori e giochi per i più piccoli.
Condividi

Clicca sul titolo del post per scaricare il volantino della manifestazione!

mercoledì 7 aprile 2010

SUPPLENTI E BIDELLI PAGATI DAI GENITORI


Padova - Un "buco" da 5 milioni di euro, insegnanti e bidelli che non prendono lo stipendio da gennaio. È la situazione drammatica delle scuole nel Padovano tra licei, tecnici professionali e istituti comprensivi (quelli con elementari e medie). Per loro mancano cinque milioni dal ministero del Tesoro, per ripianare le spese ordinarie tra esami di maturità, supplenze, materiali scolastici e di laboratorio.

"È una cifra anticipata come tutti gli anni dagli istituti per pagare il normale funzionamento del regime scolastico – racconta il dirigente del liceo scientifico
Cornaro Massimo Vezzaro, 900 studenti e un credito verso lo Stato di almeno centomila euro - tra supplenze, esami di maturità, materiale per i laboratori. Di solito anche alla spicciolata ma le risorse anticipate dalle scuole arrivavano dal ministero. Quest’anno però con i tagli voluti dalla Gelmini arriva poco o nulla, e noi abbiamo grattato il fondo del barile". Insomma gli istituti scolastici sono rimasti a secco, così se un insegnante si ammala improvvisamente non ci sono i soldi per pagare un supplente.

La soluzione rimediata alla meno peggio fa venire i brividi, soprattutto nell’ottica del diritto allo studio di cui parla la Costituzione. "Se un docente ci avverte che sarà assente abbiamo due possibilità – dice Vezzaro – distribuire piccoli gruppi di studenti nelle diverse classi che già stanno facendo lezione provocando disagi e rallentamenti sul programma, ma è la soluzione meno praticata, o radunare la classe senza insegnante con un’altra magari di pari età nell’aula magna". Significa 50-60 ragazzi per un’insegnante sola, costretta a fare lezione improvvisando argomenti di interesse comune, o spesso preoccupata solo di mantenere l’ordine tra tanti adolescenti. In più a volte gli insegnanti si rifiutano di fare supplenza perché il fondo chiamato di "ore eccedenti" destinato a questi casi è fermo dal 2008, quindi i docenti farebbero supplenza gratis.

"L’unica soluzione è pagare i supplenti con i soldi delle famiglie" va al sodo Daria Zangirolami dirigente del Tito Livio, il prestigioso liceo classico padovano che ha diplomato il presidente Giorgio Napolitano e l’economista Luigi Zingales. La preside, che in accordo con studenti e genitori ha programmato tre giorni di sospensione delle attività scolastiche per attirare l’attenzione sull’emergenza, spiega: "Ogni scuola superiore fa versare un contributo volontario alle famiglie all’inizio dell’anno, dai 100 ai 150 euro a famiglia, destinati in realtà ad attività formative come teatro, uscite didattiche, attrezzatura per laboratori, materiale scolastico. Purtroppo per pagarci le supplenze abbiamo attinto da queste risorse, insomma se le sono pagate le famiglie, altrimenti le classi rimanevano scoperte anche per periodi lunghi di assenza dell’insegnante titolare".

Come se non bastasse, ora la coperta è talmente corta che in diversi istituti ci sono supplenti e personale non docente che non percepiscono lo stipendio da gennaio. Uno di questi è il Cornaro, dove un insegnante e un tecnico ausiliario non prendono la busta paga tre mesi e coprono supplenze che dureranno fino alla fine dell’anno scolastico. "In più sono persone mature, con famiglie sulle spalle, quindi è ancora più imbarazzante e grave per noi" sottolinea Vezzaro, il quale a sua volta è in credito con il ministero: "Anche tutti noi dirigenti in Veneto abbiamo una parte di stipendio che dal 2007 a oggi non ci è mai stata versata". Il paradosso è che proprio la consulta dei dirigenti di Padova, un organismo volontario al quale aderisce oltre il 50% degli attuali dirigenti in servizio, ha consigliato ai supplenti che non percepiscono stipendio da mesi di rivolgersi alla magistratura, di fare causa. "Ci sembra l’unica soluzione se non arrivano i soldi – conclude Vezzaro – almeno con un’ingiunzione di pagamento in mano emanata dal giudice sarà più facile per noi andare al ministero del Tesoro per chiedere di saldare i conti".

Anche i presidenti dei consigli di istituto, organismo formato dai genitori, hanno deciso di consorziarsi e di formare una rete permanente che si riunisce ogni quindici giorni, assieme ai dirigenti scolastici e agli alunni. Insieme stanno organizzando uno sciopero generale in tutte le scuole del Veneto, per protestare contro le sforbiciate selvagge e la situazione finanziaria in cui versano gli istituti scolastici.


Da il Fatto Quotidiano del 6 aprile 2010

mercoledì 31 marzo 2010

LA GELMINI SBIANCHETTA LA RESISTENZA DAI LICEI


Dal prossimo anno per gli alunni delle scuole superiori “la resistenza” sarà soltanto la definizione di una grandezza fisica per misurare l’elettricità.
La deputata del Pd, Manuela Ghizzoni, ha denunciato infatti come le indicazioni di studio per i licei non prevedano più esplicitamente lo studio della Resistenza e dell’Antifascismo .
Scomparsa anche la Liberazione.
Ovvero, secondo il ministero, nello studio del Novecento ci si deve limitare a studiare la formazione e le tappe dell’Italia repubblicana, come fosse nata dal nulla.

La smentita di viale Trastevere è già arrivata, ma i sindacati chiedono ora di mettere la rettifica nero su bianco.
Dopo l’allergia al darwinismo del ministro Letizia Moratti è arrivata quella per la storia d’Italia della Gelmini.


Da Il Fatto Quotidiano del 31 marzo 2010

domenica 7 marzo 2010

Riflessione sulla scuola dopo l’orgoglio della Gelmini per i 5 in condotta

Riportiamo un testo, scritto da Daria Bignardi sul suo blog, inerente il voto in condotta che riteniamo possa far riflettere.

I dati sono appena usciti: sulle pagelle del primo quadrimestre, quest’anno, ci sono diecimila insufficienze in condotta in più dell’anno scorso. E sono peggiorati anche i voti in tutte le altre materie. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini commenta, fieramente: «La nostra scuola è lontana da quella del 6 politico». Io la vedo in un altro modo: la nostra scuola non è migliore perché è più severa, la nostra scuola purtroppo peggiora di anno in anno. Quest’anno i docenti sono esasperati, per non dire abbrutiti, da quella che è la condizione della scuola pubblica. La mancanza di fondi è cronica: sono moltissimi gli insegnanti che non saranno mai pagati per le ore extra che sono stati obbligati a fare l’anno scorso, per dirne una. Altro che «tre i», informatica, inglese e impresa: nella scuola manca tutto, dalle risme di fogli per le fotocopie alla carta igienica in bagno, a Milano come a Palermo. E gli insegnanti sono comprensibilmente stressati e sfiduciati. Detto questo, gli scolari, sia alle elementari che alle medie e alle superiori, sono molto più maleducati che dieci o venti o trent’anni fa. Nella scuola del 6 politico tanto paventata dal ministro Gelmini i ragazzi non erano i barbari che sono diventati oggi. Per colpa di chi? Di noi genitori, prima di tutto, che li viziamo troppo. Prima li coviamo come bebè, e in terza elementare ancora non sanno allacciarsi le scarpe da soli, stare fermi nel banco o tacere quando parla un adulto. Poi, stremati, li abbandoniamo: quelli delle medie passano più tempo davanti alla Playstation e alla Tv o su Messenger che non sui libri, e il rispetto per gli adulti, tranne poche eccezioni, non sanno neanche cosa sia. Colpa nostra, certo. Ma colpa soprattutto di una società, di uno Stato, che, da Tangentopoli in avanti, non ha saputo ritrovare il rispetto di sé. Tutti urlano, fregano, insultano, tutti fanno i furbi, in televisione, in Parlamento e sui giornali. E perché i nostri bambini dovrebbero crescere rispettosi e educati, se questo è l’esempio che gli diamo? Li abbandoniamo a una società che gli dice che l’aspetto fisico, i soldi e il successo sono la cosa più importante: come potrebbero crescere diversamente da come stanno crescendo? Essere genitori, oggi, per chi non vuole crescere i figli in una torre d’avorio, è la cosa più difficile che ci sia. Ma se è vero che la condotta dei ragazzi è solo il riflesso della miseria del Paese, è ancora più vero che la miseria del Paese si supera solo educando i ragazzi. Alla consegna delle pagelle, sia alle elementari che alle medie, quest’anno, ho incontrato maestre e professori mortificati dall’incapacità di autodisciplina degli scolari. Il problema è che è l’Italia a essere indisciplinata. Il problema siamo noi. Ci manca drammaticamente il senso del bene comune, e stiamo allevando dei giovani individualisti, egoisti e maleducati. Quelli del sei politico erano piccoli lord, o giovani Gandhi, rispetto a questi ragazzi, caro ministro.

su Vanity Fair 9/2010